In un primo momento egli è spinto da stimoli altruistici, da una volontà sdegnata di aiutare gli «umiliati e offesi», come l’esempio del consigliere titolare Marmeladov sopra citato ben fa intuire; cercando di salvarli a tutti i costi, sia pure a prezzo di un delitto, ma poi questo lato umanitario e altruistico sembrerà trasformarsi in una sorta di orgoglio luciferino, una volontà di dominio, in un impulso di affermazione e di dispotismo, che in lui si fonde con una brama di potere, sembra quasi emergere uno smisurato orgoglio misto a superbia e disprezzo per la società, che poi lo porteranno a una rinascita spirituale, dimenticando i vaneggiamenti che in passato gli avevano fatto perdere la testa alla ricerca del suo posto nella società bipolare, nella quale sperava di appartenere alla schiera di persone che possono trasgredire le leggi divine e umane:

Commettono delitti, fanno versare sangue umano, trasgrediscono le leggi divine e umane. Da ciò segue che, mentre la massa ha il dovere di osservare la legge morale e di obbedire ai governanti, invece questi esseri eccezionali non sono sottoposti a legge alcuna, e possono, fare tutto ciò che vogliono, giustificati in ciò dalla loro stessa superiorità.

La conclusione, di tutto questo farneticare nella mente di Raskòlnikov lo porta a credere che anche il suo delitto sia un prezzo da pagare per la giustizia e la protesta. E poi si chiederà: che cos’è in fondo la morte di una vecchia usuraia, se questa permetterà la realizzazione dei suoi sogni rivoluzionari, così come è evidenziato, in un lungo monologo durante una conversazione tra Raskòlnikov e un suo ex collega di università:

No, ecco quel che ti dirò. Io quella maledetta vecchietta l’ammazzerei e la svaligerei, e, ti assicuro senza scrupolo di coscienza alcuno, – soggiunse con calore lo studente.
L’ufficiale tornò a rider forte, e Raskòlnikov sussultò. Come ciò era strano!
Permetti, io voglio farti una domanda seria. – si infervora lo studente.
Dinanzi, certo, ho scherzato, ma bada: da un lato una vecchiuccia stupida, insensata, di nessun conto, cattiva, malata, non necessaria ad alcuno, e, al contrario, nociva a tutti, che non sa lei stessa per che cosa vive, e che domani, tanto, morrà da sé. Capisci? Capisci?
Bè, capisco, – rispose l’ufficiale, fissando attentamente il compagno che si accalorava.[…..] Se la si uccidesse e si prendessero i suoi soldi, per poi, col loro aiuto, consacrarsi al servizio di tutta l’umanità e della causa comune: che ne pensi, non sarebbero un solo, minuscolo delittuccio cancellato da migliaia di buone azioni? Per una vita, migliaia di vite salvate dal marcire e dallo sfacelo. Una morte e cento vite in cambio, ma questo, sai, è aritmetica! E poi che significa sulla bilancia generale la vita di quella vecchiuccia tisica, stupida e cattiva? Non più della vita d’un pidocchio, d’uno scarafaggio, ma non val nemmeno quello, perché la vecchiuccia è nociva. Logora la vita altrui[…..] Raskòlnikov era in un’agitazione straordinaria. Certo, tutti quelli erano i più comuni e più frequenti discorsi e pensieri dei giovani, già da lui uditi più d’una volta, solo in altre forme e su altri temi. Ma perché proprio adesso gli era toccato ascoltare parlare per l’appunto di una tale conversazione e tali pensieri, quando nella sua propria testa erano appena germogliati….. pensieri esattamente uguali? E perché proprio ora, ch’egli aveva appena portato con sé quel suo germoglio di pensiero dalla casa della vecchia, gli capitava per l’appunto di udire la conversazione sulla vecchia?….. strana gli parve sempre questa coincidenza. Quella insignificante conversazione di trattoria ebbe su di lui un’influenza straordinaria nel corso ulteriore della faccenda: come se, realmente, ci fosse lì una specie di predeterminazione, di indicazione…

(Continua…)

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