Ma Raskòlnikov si ribella alle ingiustizie umane, si lascia penetrare, anzi risucchiare dalle idee che vengono dall’Occidente, e dai grandi personaggi della storia, che vorrebbe imitare. Lungo questo percorso di rivolta arriverà a commettere il delitto, in nome di una morale che è al di fuori di quella comune. Vuole imitare Napoleone perché secondo lui, o meglio secondo le convinzioni che matura, in un travaglio psicologico e spirituale ben descritto nel romanzo, Napoleone si pone al di sopra della massa comune, tutto proteso a realizzare il suo progetto di dominio, e di costruzione di quella giustizia di cui si sente portavoce:

Se per esempio al mio posto si fosse trovato Napoleone e non avesse avuto, per cominciare la carriera, né Tolone né l’Egitto né il passaggio del Monte Bianco, ma avesse avuto al posto di tutte queste belle, monumentali imprese, puramente e semplicemente una qualche ridicola vecchietta che bisognava uccidere per rubarle il denaro dal baule (per la carriera, capisci?) ebbene si sarebbe egli risolto a questo se non ci fosse stata altra via di uscita?[…..] intorno a questo quesito mi torturai per lunghissimo tempo.[…..] e infine intuii (in certo modo, di colpo ) che non solo egli si sarebbe sentito urtato ma nemmeno gli sarebbe venuto in mente che questo gesto non fosse monumentale[…..] e sempre se non avesse avuto un’altra strada, l’avrebbe soffocata in tal modo da non darle neppure il tempo di fiatare, senza abbandonarsi ad alcuna fantasticheria!….. Beh, anch’io….. uscii dalle fantasticherie….. e l’ha soffocherò….. sull’esempio di quella autorità.

Secondo questo ragionamento, il nostro protagonista cercherà di convincersi che gli uomini sono divisi in due categorie e che da una parte ci sono i cosiddetti «Napoleonici», che si pongono al di fuori dell’ordinario, diventando i benefattori dell’umanità perché hanno in mente dei progetti rivoluzionari: loro sono le persone che governano le masse, e solo a loro è data la possibilità di vivere nella coscienza di quello che stanno compiendo, alla restante parte dell’umanità resta soltanto il compito di sopravvivere agli eventi seguendo i dettami impartiti da chi governa. Raskòlnikov vuole capire attraverso l’omicidio a quale delle due categorie di persone appartiene, deve a tutti i costi comprendere se appartiene alla massa dei subordinati o alla piccola élite dei napoleonici e per farlo non esiterà ad uccidere per comprendere questo arcano; se egli non sarà perseguitato dai rimorsi di coscienza derivanti dall’omicidio sarà un napoleone, altrimenti si renderà conto di appartenere alla semplice massa dei subordinati.

(Continua…)

Mirko Bresciani – La prospettiva etica in Dostoevskij

(Pubblicazioni dell’autore)

La prospettiva etica in Dostoevskij di Mirko Bresciani disponibile su Amazon