Molte volte mi accorgo che quello che mi stava corrompendo la vita come un tarlo prima di andare a correre e che poteva essere una banale discussione tra colleghi o uno mezzo screzio tra conoscenti, si cancella o quantomeno viene ridimensionato subito dopo una piccola corsa; ecco come vincere la depressione ansiosa.

Correre è propedeutico, anche perché regala nuove idee; infatti è proprio in questi momenti che mi vengono le ispirazioni e le idee migliori e il gioco è non dimenticarle quando si torna a casa. Queste idee sembrano quasi come i sogni che si dimenticano appena svegliati; probabilmente la corsa ci libera da quella parte di inconscio razionale (Io) e fa prendere forma simile alle idee partorite in questo momento, facendole sotto un certo punto di vista assomigliare ai sogni; questo momento di “scarico psicologico” è un qualcosa che esprime una figura di noi davvero originale e senza filtri.

Ho capito che devo prenderne nota e allora utilizzo il registratore vocale del mio cellulare, in questo modo non perdo più nessuna di quelle piccole idee che possono farmi pensare di non avere speso una giornata per niente.

Quando qualcuno mi dice che è “depresso” e che sta passando un periodo difficile, il consiglio che generalmente do è di spendere una parte della propria giornata facendo sport, o stare all’aria aperta camminando per almeno un’ora.

Correre o camminare sono le alternative più a buon mercato attualmente disponibili per uscire dalla depressione, infatti, non ci sono certificati medici da fare né fornire l’iban alla simpaticissima impiegata della palestra che ti prospetta i vari tipi di abbonamento corsi inclusi, con annesso alla fine della proposta commerciale un bellissimo borsone in omaggio.

E se cerchiamo delle scuse come -oggi sono stanco, vado a correre domani- dobbiamo cercare di andare oltre, sempre che non abbiamo impedimenti fisici che non ci permettano il movimento; al di là di tutto bisogna partire, perché i benefici che ne arrivano in contropartita sono considerevoli, in primis l’uscire da questo stato depressivo e di sconforto che ormai nella società odierna diamo per scontato.

Oggi il fine ultimo a cui siamo chiamati è il consumo, pensiamoci ogni qual volta mettiamo mano al portafoglio.

Mirko Bresciani – Nient’altro che le stelle silenziose

(Pubblicazioni dell’autore)

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