Ogni essere vivente emana un calore, delle onde, una presenza che diventa importante per chi la riceve.

E quando dico questo mi viene in mente la figura di un piccolo pesciolino rosso in una piccola palla di vetro riempita di acqua sistemata in una stanza di una comune casa.

Cosa spinge le persone ad avere un piccolo pesciolino rosso in una stanza?. Non regala interattività, ci guarda senza risposta e si aspetta solo del cibo da noi senza darci niente; in alternativa si potrebbe optare per un bel cagnolino scodinzolante che ci accoglie a fine giornata quando entriamo a casa dopo una dura giornata di lavoro. Dietro a tutto questo potrebbe esserci la necessità di essere utili a qualcuno, anche se oggi va molto di moda essere avidi e cinici, scrupolosi misuratori di costi e ricavi; è forse insito in ognuno di noi un lato dove dobbiamo dare senza ricevere e un pesciolino rosso forse riesce a soddisfare in maniera parsimoniosa questa nostra richiesta interna.

Un’altra chiave di lettura potrebbe essere che il pesciolino rosso ci regala con la sua funzione di compagnia un valore energetico che è racchiuso dentro di sé; ogni essere vivente ha probabilmente un’energia che emana (a riguardo ci sono correnti filosofiche che supportano questa teoria). Del resto non abbiamo ancora compreso tutte le potenzialità che sono racchiuse in noi in quanto esseri umani, né in molti altri elementi della natura che ci circondano e scartare aprioristicamente tutto questo sarebbe azzardato.

Quando guardiamo un pesciolino non vediamo un piccolo essere inutile, ma miliardi di anni di selezione naturale, di big bang, di brodo primordiale.

Tutto sulla nostra Terra è prezioso, anche un singolo sasso, anche questo computer con il quale sto scrivendo fatto da una testiera in plastica prodotta dal petrolio che poi è la sedimentazione di materiale organico, nei tempi infiniti della storia della Terra. Forse pesciolini rossi?.

Il pesciolino ci fa capire la nostra presenza sulla Terra. Anche se non interagisce, anche se non scodinzola, ci dà la conferma che noi esistiamo e ci dà un posto nel mondo. Io esisto, perché guardo e sono guardato.

Oggi abbiamo tutto, siamo più sicuri e questa sicurezza ci ha reso egoisti ed è da qui che nasce l’individualismo, non ci interessiamo più di quello che succede al nostro vicino e non ci preoccupiamo se nel nostro quartiere, o nel nostro palazzo, ci sono persone sole, bambini con difficoltà, vedove o altro.

Io sono convinto che la storia è ciclica e tutto si ripete. Siamo entrati in questo tunnel dell’individualismo e ormai ne siamo dentro da diversi anni, ma sono convinto che ne usciremo e con tutta probabilità lo faremo nel modo più doloroso possibile, passando attraverso una recessione economica o qualcos’altro che segnerà nella sofferenza la nostra società, perché solo attraverso la sofferenza l’uomo matura.

La nostra società riuscirà a intraprendere una strada diversa e di miglioramento solo quando capirà che noi in quanto individui abbiamo bisogno“dell’altro” e che il diverso non è un qualcosa che dobbiamo temere e che ci limita, ma può trasformarsi in una risorsa. Solo attraverso questa presa di coscienza ci potrà essere il vero cambiamento.

Mirko Bresciani – Nient’altro che le stelle silenziose

(Pubblicazioni dell’autore)

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