Se decidiamo di essere scortesi con qualcuno, facciamolo con tutti ma non con il vicino di casa, perché lui sarà la prima persona che incontreremo la mattina mentre andiamo a lavoro e l’ultima la sera quando chiudiamo la porta.

Mia madre diceva che i vicini di casa sono i primi parenti perchè sono quelli che ti potranno dare l’aiuto immediato nel caso di problemi; ecco perchè bisogna ad ogni costo conservare con cura questo tipo di relazione, anche contro voglia, sempre consapevoli che i benefici che ne ricaveremo andranno ben oltre i “sacrifici” che metteremo nel cercare di farci andare bene le piccole increspature del vivere quotidiano.

Molte volte possono nascere delle incomprensioni con chi ci sta vicino e uno degli errori che commettiamo più spesso è pensare che sia lui a sbagliare, l’altro; proviamo per un attimo a vedere noi in maniera critica, anche se fa male, anche se ci sembra illogico, anche se tutti quelli che interpelliamo ci dicono che siamo nel giusto. Poniamoci qualche volta noi come in errore.

Cercare di andare d’accordo con il “vicino di casa” è quasi un dovere, la società parte prima di tutto dal rapporto che abbiamo con il nostro vicino di casa e se nelle grandi città la gente è meno felice, forse è proprio perché ha perso di vista questo obiettivo: condividere serenamente gli spazi con chi è dall’altra parte della strada.

Lo so sembra difficile; anche io, mentre sto scrivendo, sono assalito dai dubbi. Tutti abbiamo persone con le quali abbiamo poco con cui spartire, ma dobbiamo sforzarci a trovare un punto d’incontro.

Questo comunque non vuole essere un discorso buonista che travalica ogni aspetto razionale; i nostri sforzi devono essere comunque in un qualche modo ripagati.

Infatti, se troviamo sul nostro cammino persone che vogliono approfittarsi semplicemente di noi, non dobbiamo recedere e ancor meno dobbiamo cadere in una logica di buonismo insensato.

In primo luogo dobbiamo far capire che il nostro obiettivo è creare un rapporto costruttivo, ma senza farci sembrare persone che hanno poco a cuore il proprio interesse.

In tutte le relazioni che sviluppiamo dobbiamo cercare di far capire che abbiamo fermezza, nei nostri interessi e nelle nostre idee, ma che siamo anche disposti a scendere a compromessi ma solo se questi fanno parte di un gioco di equilibri perfettamente bilanciato.

Quello che dobbiamo fare è cercare di essere proattivi e non chiuderci a riccio nel nostro mondo, fuori ci sono infinite possibilità e relazioni da sviluppare. Tolstoj diceva che la calma è una vigliaccheria dell’anima. Qualcun altro, molto più contemporaneo, Steven Paul Jobs diceva: Siate affamati, siate folli.

Tutto deve portare al movimento, solo così saremo sicuri di non sbagliare e che non stiamo buttando la nostra occasione di provare esperienze, perché è per questo che siamo su questa terra, per immagazzinare emozioni e relazioni.

Mirko Bresciani – Nient’altro che le stelle silenziose

(Pubblicazioni dell’autore)

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