Se mi chiedono cosa mi piacerebbe cambiare nella società di oggi sicuramente direi “l’individualismo” che da parte mia pervade ognuno di noi, in forme diverse.

Per individualismo intendo l’atteggiamento che ci spinge a pensare in maniera egoistica ai nostri interessi, disinteressandoci del prossimo e di conseguenza mostrando un basso grado di empatia nei confronti dei problemi altrui.

L’individualismo è la certezza che l’altro sia un problema, non valutando che nel lungo periodo potrebbe anche diventare una risorsa.

Da quando la società ha cominciato a superare le problematiche legate alla sussistenza, l’uomo ha sempre più creduto che tutto quello che gli serviva era nelle sue mani, cullandosi nella stupida convinzione di un’autonomia personale esasperata, aiutato da una società organizzata al punto tale che l’unica cosa necessaria sia un’entrata mensile per poter avere tutto quello di cui si ha bisogno.

Questa è la società che ci vuole mantenere avidi dei nostri sentimenti come elementi che dobbiamo gelosamente custodire da un estraneo che può arrivare e sconvolgere i nostri piani, ed ecco che per distoglierci da questo errore ha creato gli strumenti per farci sentire meno soli, ma è solo un’immaginazione: noi siamo soli e circondati da manufatti che non possono darci niente se non una momentanea illusione.

Un esempio? I televisori che riproducono la realtà a portata di mano, impedendoci di uscire e scoprire il mondo per quello che è.

Uscendo potremmo incontrare un “Io” diverso da noi, potremmo capire che il diverso non è poi così pericoloso. Ecco, questa società ci riempie di oggetti per colmare la solitudine che essa stessa ci ha dato!.

Cellulari, PlayStation, XBox, giochi interattivi con entità inesistenti che per fare sembrare più vere, meno pericolose e gestibili, attribuiamo loro un nome rassicurante e astratto: IA (Intelligenza Artificiale). La nostra società ci vuole soli, impauriti, consumatori e pieni di oggetti che ci riempiono le case e ci svuotano di esperienze vere e dirette.

Quello che rende ricca una persona non sono le cose, le macchine, gli oggetti, sono le esperienze e per fare esperienza bisogna stare con altre persone, con altri esseri viventi, scambiandosi energie e sguardi. Io penso che anche solo la presenza di un essere vivente ci arricchisce, al di là degli scambi intellettuali che ne possono derivare.

(Continua…)

Mirko Bresciani – Nient’altro che le stelle silenziose

(Pubblicazioni dell’autore)

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