Ho passato sette anni in Telecom Spa e dopo vent’anni ho ancora vividi i ricordi e le esperienze passate con alcuni miei colleghi, come quelle ferie in Francia con il mio collega Gianluca di cui ora non ho più contatti né riferimenti, se non una foto dimenticata in qualche angolo della casa.

Eravamo in giro senza cartina stradale e con fondi limitati, la benzina era centellinata e non si entrava nei ristoranti, ma è stata la vacanza che mi ha fatto vedere la Camargue, i tori liberi e il ricordo indelebile di un faro di notte in un mare basso e caldo che dopo 400 km di strada ci aveva accolto per ridarci forza e ricordarci che il Mondo è bello oltre ogni nostra immaginazione.

PENSIERI LENTI E VELOCI

Non so se è forte il ricordo di quella sera perché è lontana o perché essa stessa bella, ma mi ricordo che io esausto scendo dalla macchina per incontrare il mare e il mare si fa trovare in vestito da sera con i tacchi alti.

La spiaggia era fine e deserta, dietro di noi della gente che rideva e suonava, ma solo immaginata perché di persone non ne vedevo, e al tutto dava un ulteriore valore perchè non rovinava il momento personale di un’esperienza.

Caddi nel mare così come ero vestito e mi ricordo solo i contorni, niente aveva forma e peso, era come la silhouette di una bella donna che rimane nei tuoi pensieri; non servono i dettagli, basta il concetto.

Il mare era scuro, caldo e unito al cielo e per l’occasione avevano deciso di giocare insieme così che da un colore in accordo si scalava ad un altro con dei giochi di chiaroscuro. Era buio e si vedeva, forse capii come vedono nel buio i predatori notturni.

Mi ricordo la linea del mare, un faro disegnato nei contorni e un cielo spagnolo che ora ci guardava amico, perchè le amicizie non si misurano dal tempo passato assieme ma dalle esperienze condivise.

Mirko Bresciani

(Pubblicazioni dell’autore)

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