RASKOLNIKOV DELITTO E CASTIGO – LA CONFESSIONE DI RASKOLNIKOV

In un primo momento egli è spinto da stimoli altruistici, da una volontà sdegnata di aiutare gli «umiliati e offesi», come l’esempio del consigliere titolare Marmeladov sopra citato ben fa intuire; cercando di salvarli a tutti i costi, sia pure a prezzo di un delitto, ma poi questo lato umanitario e altruistico sembrerà trasformarsi in una sorta di orgoglio luciferino, una volontà di dominio, in un impulso di affermazione e di dispotismo, che in lui si fonde con una brama di potere, sembra quasi emergere uno smisurato orgoglio misto a superbia e disprezzo

RASKOLNIKOV DELITTO E CASTIGO – LA MORALE, GLI UOMINI SONO DIVISI IN DUE CATEGORIE

Ma Raskòlnikov si ribella alle ingiustizie umane, si lascia penetrare, anzi risucchiare dalle idee che vengono dall’Occidente, e dai grandi personaggi della storia, che vorrebbe imitare. Lungo questo percorso di rivolta arriverà a commettere il delitto, in nome di una morale che è al di fuori di quella comune. Vuole imitare Napoleone perché secondo lui, o meglio secondo le convinzioni che matura, in un travaglio psicologico e spirituale ben descritto nel romanzo, Napoleone si pone al di sopra della massa comune, tutto proteso a realizzare il suo progetto di dominio, e di costruzione