RASKOLNIKOV DELITTO E CASTIGO – LA REDENZIONE DI UN PECCATORE

Come abbiamo affermato prima Raskòlnikov ha cercato di capire se egli è vincolato da una qualche legge morale, tramite l’uccisione di una persona fatta a sua immagine e somiglianza, rendendosi conto che è vincolato da questa legge morale; infatti come afferma Michail Tugan-Baranovskij: Egli ha dimostrato di essere un uomo comune, soggetto alla legge morale. Egli voleva avere la «libertà e il dominio, ma soprattutto il dominio! Su tutti gli esseri pavidi e su tutto il formicaio». E questo dominio avrebbe dovuto ottenerlo liberandosi della legge morale. Ma la legge morale si è

RASKOLNIKOV DELITTO E CASTIGO – IL SUO FALLIMENTO, LA LEGGE MORALE

Raskòlnikov, ha ucciso l’usuraia per liberarsi dalla morale comune, in nome di una morale del superuomo; ma il compito più arduo, che dopo questo episodio lo attende, è la liberazione dal senso di colpa. Secondo lui, i grandi personaggi come Napoleone non hanno mai avuto nelle loro procedere, di fronte ad uccisioni di uomini (che si rendevano necessarie per realizzare i loro progetti) sensi di colpa. Anche il nostro protagonista vorrebbe giustificare il suo atto in nome di un principio, per poter dire: non ho ucciso una persona, ma un principio. È qui

RASKOLNIKOV DELITTO E CASTIGO – LA CONFESSIONE DI RASKOLNIKOV

In un primo momento egli è spinto da stimoli altruistici, da una volontà sdegnata di aiutare gli «umiliati e offesi», come l’esempio del consigliere titolare Marmeladov sopra citato ben fa intuire; cercando di salvarli a tutti i costi, sia pure a prezzo di un delitto, ma poi questo lato umanitario e altruistico sembrerà trasformarsi in una sorta di orgoglio luciferino, una volontà di dominio, in un impulso di affermazione e di dispotismo, che in lui si fonde con una brama di potere, sembra quasi emergere uno smisurato orgoglio misto a superbia e disprezzo

RASKOLNIKOV DELITTO E CASTIGO – LA MORALE, GLI UOMINI SONO DIVISI IN DUE CATEGORIE

Ma Raskòlnikov si ribella alle ingiustizie umane, si lascia penetrare, anzi risucchiare dalle idee che vengono dall’Occidente, e dai grandi personaggi della storia, che vorrebbe imitare. Lungo questo percorso di rivolta arriverà a commettere il delitto, in nome di una morale che è al di fuori di quella comune. Vuole imitare Napoleone perché secondo lui, o meglio secondo le convinzioni che matura, in un travaglio psicologico e spirituale ben descritto nel romanzo, Napoleone si pone al di sopra della massa comune, tutto proteso a realizzare il suo progetto di dominio, e di costruzione

RASKOLNIKOV DELITTO E CASTIGO – UN PERSONAGGIO DI NOBILI SENTIMENTI

Ascolta, Rasumichin - prese dire Raskòlnikov, - a te lo voglio dire francamente; poco fa sono stato nella casa d’un morto, è morto un impiegato..... la ho dato tutto il mio denaro..... e inoltre mi ha baciato poco fa un essere che, se anche io avessi ucciso qualcuno, avrebbe pure..... insomma, ho veduto la anche un’altra creatura..... con una penna di color fuoco..... ma, del resto, io divago; sono debolissimo, sorreggimi..... Ora vien subito la scala..... Si tratta dunque un personaggio di nobili sentimenti, delicati e perfino religiosi, capace di odiare come di

UN MONDO DI PECCATORI, DELITTO E CASTIGO

Attorno a Raskòlnikov e nel romanzo c’è tutto un mondo di diseredati e peccatori: sua sorella Dunja, che per aiutare la famiglia è disposta a sposare il danaroso e abietto Luzin. Svidrigajlov, che perseguita Dunja e che dopo aver appreso la confessione di Raskòlnikov, tenterà di ricattarla: respinto, si ucciderà. Tra tutti questi peccatori, l’unico veramente sordido e meschino è Luzin, che cercherà di far accusare falsamente Sonja di furto per mettere in cattiva luce lei e Raskòlnikov di fronte alla madre e a Dunja. La figura di Raskòlnikov è molto complessa e

LA LIBERTA’ DEL «SUPERUOMO», DELITTO E CASTIGO ANALISI

Nel 1866 viene pubblicato il romanzo Delitto e castigo. Quando ancora la vicenda dell’intero romanzo non si era concretata nella sua mente, Dostoevskij pensava a un breve racconto da scrivere nel giro di un mese, egli lo definì «il resoconto psicologico di un delitto». Scrivendo a Katkòf, direttore del «Messaggero Russo» per invitarlo a pubblicare il racconto sulla sua rivista, Dostoevskij precisa che l’azione si svolge nell’età presente. Raskòlnikov, uno studente di Pietroburgo, cerca una via d’uscita dalla miseria, anche per aiutare la madre e la sorella Dunja, che vivono poveramente in provincia