Constato molto spesso che un sito Internet per molti è una perdita di tempo.

In questo periodo di clausura forzata mi sono interrogato sul perché alcune persone e aziende reputino una perdita di tempo avere un sito Internet “aggiornato”(la virgolettatura della parola aggiornato non è caduta involontariamente).

Alcuni imprenditori, e alcuni di lungo corso, pensano che sia sufficiente avere un sito che descriva la propria attività per assolvere ai propri doveri di marketing. 

Mi spiace rompere le uova nel paniere, ma non è così: basti guardare le ricerche organiche su Google e quanto i consumatori consultano la rete per prendere decisioni prima dei propri acquisti o scelte. 

Internet offre un mercato tutto da scoprire e, se molte volte i social vengono utilizzati per perdere tempo, così non accade con le ricerche organiche, generalmente fatte perché si cerca di soddisfare una necessità.

Facciamo un esempio pratico, giusto per tornare un po’ con i piedi per terra: se devo farmi installare delle tapparelle nuove per casa mia, come mi comporto?

PONIAMO UN CASO CONCRETO, IMMAGINIAMO DI DOVER CAMBIARE LE TAPPARELLE DI CASA E CERCARE INFORMAZIONI SIA DAI MIEI VICINI DI CASA, CHE SUL WEB.

Guardo la casa del mio vicino e se sono in confidenza gli chiedo chi gliele ha installate e, a meno che non sia uno sperduto cittadino senza connessione Internet, cerco ulteriori informazioni e per farlo:

  • Cerco su Google il sito aziendale suggerito e, in maniera conscia o inconscia, valuto se è ben fatto, con argomenti aggiornati e se ha una pagina Google Business con voti positivi e magari con dei Social che hanno post recenti. Se tutto questo è rispettato sarò maggiormente propenso a contattarli per richiedere un preventivo.
  • Anche se verrò convinto della presenza su Internet e i Social, cercherò comunque altre aziende che montano tapparelle e allora sì che parte il paragone su chi ha un sito più curato e i canali Social più aggiornati. Gira e rigira curare la propria immagine conviene sempre anche se crediamo nel passaparola come elemento principe di tutto.

E SE NON HO UN VICINO DI CASA CON LE TAPPARELLE DEI MIEI SOGNI?

  • Ma poniamo il caso di non avere un vicino di casa con le tapparelle dei nostri sogni, tutto allora si giocherà sulla competizione dei canali Social e della comunicazione del nostro sito Internet; succede questo perché con quanta dedizione un imprenditore dedica tempo al proprio sito Internet, altrettanto tempo verrà dedicato ai dettagli con cui curerà i suoi lavori, e conseguentemente il lavoro che farà a me.

Il sito Internet è la comunicazione di un’azienda e rappresenta la serietà con cui è impegnata nei dettagli.

COME BATTERE LA CONCORRENZA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS? PRESTARE ATTENZIONE AI DETTAGLI COLTIVANDO COMUNICAZIONE

Sicuramente diversificandosi, prestare attenzione ai dettagli vince su tutti, ma per farlo non dovete prendere l’amico di vostro cugino che segue il sito della vostra attività; affidatevi a chi volete, ma che siano persone del mestiere.

QUANTO COSTA UN SITO WEB? LA DOMANDA VERA E’: QUANTO VI COSTERÀ NON SEGUIRLO ADEGUATAMENTE?. UN SITO WEB FALLIMENTARE NON VI DISTINGUERÀ DALLA CONCORRENZA

La risposta non può essere che: dipende!

Quanto ci tenete alla vostra azienda o al vostro lavoro?

Non seguire adeguatamente il vostro sito significa non mostrare cosa state facendo e di conseguenza non renderlo neanche noto ai vostri clienti o futuri tali.

La regola numero uno del vostro lavoro è essere diversi, dovete diventare la mucca viola di Max Godin.

Per quanto riguarda i costi pratici, non ci sono più scusanti. Lo Stato italiano incentiva fortemente la creazione di siti Internet, consapevole anche dell’importanza sul sistema paese di uno strumento di questo genere.

Un sito web fatto bene, anche in lingua inglese, può incentivare la visibilità delle nostre aziende fuori dall’Italia, con indubbi benefici per l’export italiano.

IL PASSAPAROLA È’ IMPORTANTE, MA PENSARE CHE POSSA DA SOLO COMPETERE CON I VARI STRUMENTI DI COMUNICAZIONE DIGITALE E’ NON SOLO RIDUTTIVO, MA ANCHE POCO SALUTARE PER I VOSTRI AFFARI

Molti imprenditori credono nel passaparola, direi elemento essenziale per intraprendere un’attività di successo, ma pensare che possa rendere competitiva un’azienda sul mercato è un’altra cosa, tenere il passo con SEO, Google Ads, Facebook Ads, Newsletter e vari strumenti di lead generation, beh non è uno scherzo.

Nelle attività di vendita, e soprattutto quella a freddo, attraverso una banale telefonata ci si confronta con le risposte più assurde, che spingono gli imprenditori a non uscire dalla loro zona di comfort, esempio:

  • Il mio sito Internet è apposto, non abbiamo bisogno di altri clienti: non sono mai abbastanza i clienti, avere qualche cliente in più ti permetterebbe di mandare a quel paese quelli che o sono antipatici o, per mille motivi, non ti fanno lavorare come vorresti.
  • Guardi, mio figlio di sedici anni segue Facebook per la mia azienda: cosa si può rispondere a una persona che ragiona in questo modo? Vendere è una delle cose più complicate che ci sia. Non è solo un aspetto formale, ma anche psicologico e sociale.
  • No, il sito Internet non serve, basta conoscere la persona giusta: completamente d’accordo, ma solo se la persona è tuo fratello o tuo cugino. Se cerchi di fare comprendere ad un estraneo le tue competenze e far cadere su di te la scelta, dovrai mostrargli anche quanto sei bravo a vendere te stesso. Se lavori nel marketing e prometti mari e monti e poi non hai un piano comunicativo curato, come puoi pretendere che la gente si fidi di te?
  • Internet non ci serve, usiamo i social: la risposta è: torna alla partenza senza passare dal Via.

DIAMO UN PO’ DI NUMERI SU INTERNET. IL SEO VINCE SEMPRE MA COSTA FATICA E PANIFICAZIONE. LA PUBBLICITÀ A PAGAMENTO COSTA SOLDI MA NON È LA STESSA COSA

  • Google mantiene l’81% delle ricerche online, 7% Bing.
  • Ogni giorno vengono effettuate 3,5 miliardi di ricerche, 1,4 per ognuno utente.
  • Il 57% delle ricerche è seguita da una seconda ricerca con informazioni simili, segno che la prima ricerca non è andata a buon fine.
  • Il 5% delle ricerche risulta sponsorizzata, mentre il 95% è organica.
  • La ricerca media è fatta da 3 parole.
  • Il 35% è la percentuale di ricerche che cambiano keywords, senza cliccare nessuna ricerca, questo per quanto riguarda il desktop. Sale al 57% per i cellulari; questo dato lascia aperte diverse considerazioni riguardanti l’attendibilità del risultato da parte dei motori di ricerca.
  • Nel secondo trimestre del 2017 Google ha fatturato 26 miliardi di dollari, il 90% sui risultati a pagamento
  • SEO, la prima posizione può raggiungere un CTR (click to rate) del 25%, 12% la seconda, 8% la terza – per i risultati a pagamento la prima e al 7%, le altre dall’1% al 3%. Il SEO premia ancora.

Mirko Bresciani
Digital Marketing

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